Riflessione ragazzi scuola Sant’Angela, terza media.
Provare a toccare, ascoltare e annusare degli oggetti ad occhi chiusi secondo me è stato molto bello ma anche molto strano.
Appunto come ho detto è stato anche molto strano perché tutti i giorni siamo abituati a fare tutto dando per scontato alcuni dei nostri sensi, ma provare per anche solo 2/3 ore a non vedere in certi momenti e a fare cose che di solito facciamo molto facilmente mi ha aiutato a capire che i sensi che noi diamo per scontati per molta gente sono molto utili.
Una cosa molto banale che faccio ogni giorno è il movimento di alzarmi dalla sedia, da terra o da qualche altra parte questo lo faccio molto velocemente, invece quando avevo gli occhi bendati e mi dovevo alzare iniziavo a “traballare” e a non sentirmi molto stabile perché non avevo il senso della percezione.
I ragazzi della terza
Sono rimasto stupefatto da come le persone nonvedenti riescano nonostante le difficoltà a vivere la vita in modo sereno e tranquillo anche con la mancanza di un senso molto importante.
E mi ha fatto pensare di quanto sono stato fortuato ad usufruire di tutti i sensi
Marco Vermi
È stata un’esperienza unica e molto strana vedere solo il buio alcune volte un po’ più chiaro.
Oggi i ciechi sono aiutati molto dalla tecnologia.
Io non so se diventassi cieca se riuscirei ad andare avanti.
Quindi io vi stimo! Aurora Maffeis
Caro diario,
oggi vorrei raccontarti come mi sono sentita durante l’incontro dei non vedenti. Stamattina ho provato tante emozioni:
- paura
- tristezza
- felicità
Ho provato paura perché provando ad immedesimarmi nei loro panni io non ce l’avrei mai fatta, sono stati molto forti secondo me, perché non è facile dall’oggi al domani ritrovarsi senza l’uso degli occhi.
Ho provato tristezza perché quando tutti hanno raccontato la loro storia mi venivano due lacrime però mi sono trattenuta.
Ho provato felicità perché stando con queste persone capisci davvero cosa vuol dire essere fortunati.
Quindi vorrei cogliere questo momento per ringraziarli di cuore per la bellissima esperienza passata con loro, spero che per i miei compagni sia stato lo stesso perché sennò si sarebbe davvero persi un’occasione fantastica.
Con affetto Asia
Ciao, sono Martina Pezzera.
L’attività fatta il 29 gennaio, è stata un’attività che mi rimarrà impressa per sempre, e mi ha fatto capire molte cose.
Per prima cosa mi ha fatto capire che non importa come sei e quali disabilita hai, in questo caso la mancanza della vista, ma l’importante è crederci fino in fondo.
Poi mi ha fatto capire che se anche ti manca la vista bisogna ricordarsi che non si è mai soli e ci sarà sempre qualcuno simile a noi che sarà sempre pronto ad aiutarci.
Martina Pezzera
Ciao sono Beatrice Ricuperati volevo ringraziarvi davvero tanto per le fantastiche attività che ci avete fatto fare e per ciò che mi avete lasciato, mi avete fatto capire che anche i non vedenti e ipovedenti possono fare ciò che facciamo noi.
Grazie al video che Mariateresa, Giulio e Margherita ci hanno lasciato ho scoperto che anche i non vedenti possono fare sport, ad esempio io nn sapevo che potessero cavalcare, nuotare o addirittura fare arrampicata. Una cosa che mi ha stupito è che Margherita riesce a vivere da sola senza una badante, e ciò mi ha fatto capire che possono essere anche autonomi.
Grazie mille ancora per le fantastiche attività un bacio
Beatrice Ricuperati
Buongiorno,
questa è la mia riflessione riguardo la lezione del 29/01/2020 presso la scuola Sant’Angela di Fiorano al Serio:
È stato molto bello l’incontro, ci hanno insegnato che tutti i sensi sono importanti e senza la vista riesci a fare quasi tutto comunque.
Sono delle persone splendide e coraggiose che vanno avanti nonostante le difficoltà, sono un esempio da seguire.
Grazie Martina
La mattinata trascorsa con Margherita, Giulio e Maria………… dell’associazione OMERO mi è piaciuta molto, l’ho trovata divertente ma allo stesso tempo istruttiva. Tra le varie esperienze proposte, quella che mi è piaciuta di più è stata quando, bendati, ci hanno fatto camminare per la palestra, mi sono resa conto di quanto è importante il senso della vista e di quanto sono fortunata a vedere ciò che mi circonda. Riflettendo su questa esperienza ho cercato di immedesimarmi in loro, e ho capito quanto possa essere difficile vivere con questa disabilità e quante difficoltà hanno affrontato, la prima fra tutte è l’accettazione di questa.
Nonostante tutto sono persone forti, autonome, serene e conducono una vita normale.
Elena Galbusera
Questo incontro con voi mi è piaciuto molto e mi è stato molto utile, perché mi ha fatto scoprire come ci si sente ad essere cechi.
Ci avete fatto divertire tanto e ci avete fatto riflettere.
Perciò vi ringrazio di essere venuti a farci vivere questa bella esperienza.
Mi avete fatto sentire una persona molto fortunata.
Simone Cagnoni
In classe, abbiamo capito che anche le persone che non vedono, possono fare tutte le cose che facciamo noi.
Ma utilizzando gli altri sensi oppure attrezzature come bastoni…….. o delle guida come i cani.
Abbiamo provato a fare un’attività dove noi ragazzi eravamo bendati, e dovevamo fidarci del nostro udito per seguire la direzione della voce.
È stato molto interessante provare ad utilizzare gli altri sensi.
Ale Abba
Provare ad utilizzare gli altri quattro sensi al posto di quelli della vista è stato molto complicato. Questa ci permette di vedere ciò che abitualmente facciamo e quello
che ci circonda, ma queste persone mi hanno fatto capire che anche senza la vista puoi fare le stesse identiche azioni, basta solo avere la forza di mettersi in gioco e non mollare alla prima difficoltà.
Inoltre mi hanno aiutato a comprendere quanto sia
importante questo senso, perché mentre usavamo la benda mi sono sentita insicura e avevo la sensazione costante di cadere nel vuoto ad ogni passo che compievo. Grazie per questa magnifica esperienza.
Elettra Balini
“MOLTE PERSONE SONO CIECHE, MA CE NE SONO DI PIù CIECHE NEL CUORE” Grazie per aver speso del vostro prezioso tempo con me e la mia classe, facendoci conoscere realtà diverse che magari prima conoscevamo poco e nn ci facevamo molto caso.
Grazie per averci fatto provare attraverso dei giochi in palestra cosa significa essere nn vedenti e usare altri sensi oltre alla vista
PS: il cane era stupendo e molto affettuoso
Lucia Scaburri
Con quest’incontro abbiamo conosciuto 4 persone meravigliose, 3 di queste con problemi alla vista; Margherita, Mariateresa e Giulio, mentre la quarta, Maria Rosa ,era l’aiutante e accompagnatrice di queste. Ho trovato una bellissima esperienza l’attività con la benda che ci hanno proposto, e trovato interessante vedere come sapevano leggere la scrittura Braille. Inoltre , mi sono anche stupita di quando hanno raccontato
la loro storia, soprattutto, quella di Maria. Vi saluto con affetto,
Monica Bettinaglio
Caro diario,
Oggi mercoledì 29 gennaio 2020, è stato un giorno molto toccante che mi ha permesso di fare una serie di riflessioni sulla vita e di quanto, ogni tanto, metta a dura prova le persone.
Tutto è nato da un incontro avuto in classe con gli atleti dell’associazione sportiva dilettantistica omero ciechi e ipovedenti.
Essa si propone di avvicinare allo sport tutti i ragazzi con queste patologie, “credendo profondamente nell’ attività sportiva come mezzo di crescita nel corpo e nello spirito, come stimolo per la maturazione collettiva ed individuale dei ragazzi” come riporta
anche il loro sito.
Immagino quanto sia difficile essere privati di un grande dono come quello di poter osservare ciò che li circonda, a partire dai propri cari per arrivare alle bellezze della natura… e molto altro.
Oggi ho capito che loro vedono con il cuore, con la passione che mettono in quello che fanno e con la determinazione e la grinta nel superare i grandi ostacoli con cui si scontrano nella loro quotidianità.
Ho ascoltato con attenzione le testimonianze di Margherita, Maria Teresa (affezionatissima al suo cane neri) e il marito Giulio. Insieme a loro c’era un’accompagnatrice che li aiutava nel muoversi in spazi a loro sconosciuti.
Pensa che ci hanno proposto attività significative per poterci “mettere nei loro panni”:
per farci capire che è possibile, con il giusto esercizio, imparare ad utilizzare i sensi extravisivi perché possano aiutare a compensare e sostituire la vista. A volte sbagliando, provando e riprovando.
Loro, con il duro lavoro e anche grazie allo sport proposto da questa associazione, col tempo hanno imparato strategie per riacquistare autonomie e fiducia nel poter far da se’.
Sai, caro diario, è stata una bella lezione di vita e un grande spunto di riflessione nel capire quanto sappiano vivere con intensità e pienezza la loro vita che non è in bianco e nero, perché in loro splendono tutti i colori dell’arcobaleno.
A presto, Tua Beatrice Pizio
Secondo me la vita delle persone non vedenti non è sicuramente da sottovalutare rispetto alla mia vita.
Queste persone riescono a fare sport facili per noi, ma ne esistono alcuni che solo loro potrebbero fare in un particolare modo.
Un esempio è quando 3 giocatori contro altri 3 giocatori tramite tappetini,una palla e una porta continuano a tirarsi il pallone rasoterra che munito di sonagli favorisce la parata.
Inoltre dietro allo sport ci sono persone volontarie che si offrono ad aiutare,accompagnare e sostenere queste persone non vedenti per farle svagare e divertire.
Un ultimo pensiero è che essere non vedenti non significa essere esclusi dalla società, anzi quando una persona pecca in una cosa è proprio lì che bisogna aiutarla in segno di rispetto e di benevolenza.
Qualche domanda:
- In quanti casi un animale come il cane presente a scuola aiuta queste persone?
- Come le persone che vi aiutano a fare la spesa a fare sport influiscono nella vita di persone non vedenti?
- Queste persone delle volte si possono sentire discriminate dagli altri?
- In quante e quali occasioni le persone non vedenti sono autonome?
