Atletica paralimpica: Tokyo 2020

Tapia raddoppia, bronzo anche nel disco

Con una medaglia di bronzo di grande prestigio, Oney Tapia riesce a concedersi il secondo podio paralimpico, il terzo della sua carriera da lanciatore e il terzo per la compagine azzurra a queste Paralimpiadi.
Dopo l’altro bronzo vinto nel peso qualche giorno fa, il vicecampione mondiale e argento a Rio 2016 replica con il terzo posto nel lancio del disco F11 gareggiando sotto una pioggia battente per tutta la durata della competizione. Nonostante le condizioni proibitive della pedana per i non vedenti, la prestazione dell’atleta delle Fiamme Azzurre si mantiene costante con una serie di lanci iniziali tra i 37 e i 38 metri (38,56-37,88) che si chiudono con la migliore misura di 39,52 al penultimo tentativo. Il vincitore è il solito brasiliano Alessandro Rodrigo da Silva (43,16), che bissa il successo di Rio davanti all’iraniano Mahdi Olad (40,60).

A fine competizione il lanciatore 45enne di origine cubana si dichiara poco soddisfatto del risultato, proprio nella sua specialità preferita: “Se sono riuscito a prendere questo bronzo, vuol dire che era questo quello che dovevo portare a casa. Mi sento un po’ deluso perché non sono riuscito a spingere e a fare la mia gara. Sapevo che potevo fare diversamente, però questa situazione di maltempo non mi ha aiutato molto. Questa è la seconda volta che gareggio in queste condizioni, ed è impossibile. Non vedendo, hai sempre la necessità di sentire il terreno, ma con questa pioggia la pedana era molto scivolosa. Non si riesce a reagire e a fare la prestazione come si deve perché tutto questo incide sull’equilibrio. Poi, provando e riprovando, ho pensato ‘O la va o la spacca’, o esce un lancio buono o succede qualcosa qui in pedana. In ogni caso non sono molto contento del mio risultato finale. Se domani si potesse gareggiare di nuovo e cambiasse il tempo, sarei il primo a tornare qui a lanciare per riprovarci.”

Nella serata di Tokyo (mattina italiana) ci saranno ancora due Azzurri in gara. Alle 12 scende in pedana la primatista iridata del lungo T63 Martina Caironi e, dopo un’ora, Nicky Russo farà il suo debutto paralimpico nel getto del peso F35.

FONTE: Articolo FISPES

Martina Caironi argento nel lungo

foto di Marco Mantovani

Giornata da ricordare, questa, per i colori azzurri. La Para atletica italiana mette a segno un altro colpo grosso dopo il bronzo vinto da Oney Tapia nel disco F11 nelle prime ore della sessione mattutina di gare.

La medaglia numero quattro dell’Italia la porta Martina Caironi, una delle atlete abituate ad eccellere e a non mancare mai un appuntamento con il podio.
Ai suoi terzi Giochi da Londra 2012, la saltatrice e sprinter bergamasca si laurea vicecampionessa paralimpica nel salto in lungo T63, accorpato alle categorie T61 e T42. L’argento ha il sapore agrodolce per la primatista mondiale di specialità che, nonostante sia riuscita ad avvicinare il suo record iridato di 5 centimetri con la misura di 5,14, aveva sperato di fare di più.
A sfidarla la rivale di sempre, la biamputata Vanessa Low  che, dopo Rio 2016, le strappa nuovamente il più alto gradino del podio con il record del mondo T61 infilato all’ultimo salto.

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