Mercoledì 23 Maggio 2018

Volere è potere, anche per i ragazzi affetti da disabilità

Finalmente Oney Tapia è il numero uno al mondo anche per le statistiche, ma è il senso delle sue imprese, più che i numeri, quello che vuole tramandare ai posteri: «Volere è potere, anche per i ragazzi affetti da disabilità o che vivono momenti difficili».

La storia del 42enne lanciatore italo cubano trapiantato a Sotto il Monte, si arricchisce di un altro, splendido, capitolo. La sua vittoria al Meeting di Rieti, quarta tappa del World Para Athletics Gran Prix è arrivata con l’attesa misura di 45 metri e 38 centimetri, miglior prestazione al mondo della categoria F11 (non vedenti). Sì, agognata.

Oltre i 44 metri e 66 cm del brasiliano Alessandro Rodriga Da Silva, il portacolori delle Fiamme Azzurre c’era andato lo scorso inverno al Saini di Milano, ma la gara non era sanzionata dall’Ipc (la federazione internazionale). Oltre quel muro c’era tornato tre settimane fa a Chiuro, con una performance che causa di cavilli burocratici (assenza di almeno altri due concorrenti della stessa fascia) è ancora in attesa di omologazione.

Stavolta, invece è tutto vero (e nero su bianco). Il primato che cercava da sempre è suo: «È un premio al lavoro dell’ultimo periodo, e la dedica va al mio allenatore Guido Sgherzi – continua Oney, al buio dal 2011 a seguito di un infortunio sul lavoro - . Grazie ai lavori sulla tecnica di lancio, sono riuscito a supplire a una condizione non ottimale». Vero, perché non bastasse il problema alla spalla che lo tormenta dallo scorso anno, sulle pedane laziali Tapia, Oney il duro, il puro (nel suo ultimo libro «Più forte del buio» ha raccontato della una passione giovanile per il «Che») ha battagliato anche con un problema all’adduttore della gamba destra. Ciò nonostante, ha stampato il nuovo primato, a coronamento di una prova dalla benaugurante stabilità tecnica (altri quattro lanci erano andati sopra il precedente primato): «Spero di recuperare per i Campionati italiani in programma a Nembro il prossimo 9 e 10 giugno , continua Tapia, secondo alle Paralimpiadi di Rio 2016 e vincitore di «Ballando con le stelle» 2017 - . Se anche così non fosse spero siano in tanti a venire a tifare per noi».

Lui, in questa stagione, ha come obiettivo principe i Campionati europei di Berlino, dove la speranza (che non si dice per scaramanzia) è una doppietta formato disco & getto del peso, specialità in cui sino allo scorso anno era costretto a concorrere con gli ipovedenti: «La meta sta nel viaggio – filosofeggia a proposito –. Se valgo i 50 metri? Gli obiettivi vanno centrati e non dichiarati, l’importante sarà farsi trovare pronto nel momento giusto». L’ennesimo insegnamento di un campione di sport e di vita. 

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