Boxe per ciechi…botte? No, iniezioni di autostima

La boxe come mezzo per combattere le difficoltà.

Alex Gualandris tecnico di boxe, sa trasformare la teoria in pratica, visto che da qualche tempo riesce a coniugare la sua attività di allenatore di pugilato con il mondo del sociale.

Nelle scorse settimane ha intrapreso un percorso fatto di una serie di lezioni di boxe ai ragazzi dell’Associazione OMERO Bergamo, affetti da cecità o ipovedenti.

Insegnare il pugilato a chi non vede: ma l’obiettivo, in realtà, è ben più profondo. “Non si tratta solo di sport, anzi l’obiettivo tecnico non ha valore: il punto è accendere motivazioni e autostima in questi ragazzi che, inevitabilmente, attraversano periodi di alti e bassi.

La boxe è stata uno stimolo, hanno capito che possono difendersi, si sono sfogati: sono stati bene. E questa esperienza ha dato tanto anche a me: la mia idea è riprendere il percorso nei mesi invernali, per un periodo più lungo”

Difficile approcciarsi ad una realtà così delicata: “Inizialmente non sapevo bene come fare, non conoscendo da vicino certe problematiche: ho provato a prepararmi qualche notte, chiuso in camera con la luce spenta, per provare ad immaginare come avrei potuto lavorare con questi ragazzi.

Abbiamo tenuto lezioni al parco, oppure nella palestra di Villa di Serio; anzi sono stati fondamentali Gigi Gotti, Roberto Ravasio e Salvatore Lo Duca che mi hanno appoggiato in tutto”. SANO VOLONTARIATO!

Sara, Gabriele e Gaia
articolo pubblicato da L’Eco di Bergamo
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2 commenti

  1. Ho un figlio che è ipovedente con residuo visivo circa 2 decimi… Volevo provare a sentire una palestra di boxe a pontedera provincia di Pisa…. Mi posso rivolgere a lei per avere dei consigli e suggerimenti?

    1. Gent.ma, inerentemente a questo nostro post del 2016, si era trattato di un’esperienza rivolta a disabili visivi promossa da un professionista di questa disciplina.

      Anche se l’esperienza è stata assolutamente positiva mi duole affermare che non esiste a tutt’oggi un’attività di pugilato fatta per la nostra categoria.
      Non credo che in Italia qualche disabile visivo pratichi questa disciplina e comunque non è promossa da alcuna federazione del CIP.

      Come parere personale consiglierei di praticare judo come arte marziale che è l’unica disciplina riconosciuta tra quelle paraolimpiche.

      Spero di esserle stato utile.
      cordialmente per ASD Omero Bergamo

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